Pollicinor

Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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11/03
2010

Un video di Fabrizio Rondolino e Claudio Velardi che mette i brividi





Leszek Bielenda e Simba, il leone che potrà mantenere come animale domestico

Leszek Bielenda e Simba, il leone che potrà mantenere come animale domestico



“A Fregene je piacerebbe essere la Mondello di Roma.
Siamo onestamente fortunati ad avere il mare a una mezz’ora di distanza dal centro, ma da qui a farne una località glam ce ne vuole, invece a Fregene se la tirano.
Ok, non come all’Argentario o al Circeo, ma se la credono discretamente.
Per dire, molti stabilimenti hanno messo chioschi da aperitivo, letti al posto delle sdraio e tende bianche tipo Forte dei Marmi.
Sei Forte dei Marmi? No: sei Fregene. E annamo. A Fregene se vuoi comprare “Hit Mania Dance” da un marocchino puoi pure morì: lì il mercato nero commercia solo Rolex tarocchi e Gucci contraffatte. Li manda il sindaco per far ambientare i turisti con la fauna locale (“sei di Cerveteri? tò, pìate sto bauletto sennò lo stabilimento ti rimbalza”). A Fregene, dal primo sputo di primavera in poi, c’è l’assalto. Per prenotare un tavolo devi avere un cognome importante, un fidanzato importante o un seno importante. A Fregene ci trovi dalla Ferilli a Montezemolo, per dire, e ti verrebbe da chiedere: ma co tutti i soldi che c’hai, perché stai a Fregene, che c’è l’acqua zozza e la nube tossica di Fiumicino?”
Dall’articolo “Fregene, la perla del litorale romano” su Ma che davvero?


10/03
2010

Negli ultimi giorni molti in Rete stanno ricordando Wuthering Heights, qui cantata da Kate Bush in uno dei suoi video bizzarri





Luigi Paini racconta di vecchie locomotive e ferrovie dimenticate

Luigi Paini racconta di vecchie locomotive e ferrovie dimenticate



“I Gentiluomini non si sa che fanno, né si sa come ci si diventa. Svolgono mansioni inesistenti — diciamo: nominali— o che esistono pochissimo, del tipo «partecipano a». Ma stanno là pieni di dignità, nelle anticamere, nelle cerimonie e nelle udienze papali, a memoria di funzioni e titoli della Corte di un tempo. Eccoli per esempio ben allineati, in numero di otto, nel Cortile di San Damaso, a «porgere il benvenuto» agli ospiti delle visite ufficiali, poniamo il presidente Obama o la Regina Elisabetta. Il Prefetto della Casa Pontificia, che è un arcivescovo, presenta con gesto deferente all’ospite i Gentiluomini a uno a uno, belli lustri nei loro frac e gilet a doppio petto con sei bottoni, sparato bianco e cravatta a fiocco, collare d’oro. Li presenta per nome come fossero personaggi importanti e l’ospite — vagamente intimorito — stringe loro la mano con ogni deferenza, senza riuscire a farsi alcuna idea di chi siano quelle facce e quei nomi onninamente sconosciuti.” Dall’articolo “I Gentiluomini del Papa, lustrini e croci come a corte” di Luigi Accattoli



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