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Renzo Iorio è amministratore delegato di Accor Italia, un gruppo che solo nella zona interessata dall’Esposizione conta 20 alberghi, dagli economici Ibis ai lussuosissimi Memorable. Lui è convinto che «ce la faremo». Ma con previsioni molto ridotte rispetto alle promesse. Le 60mila stanze d’albergo di Milano, sostiene, non saranno occupate al completo, come avviene durante il Salone del Mobile, ma al massimo si riempiranno il 20 per cento in più del solito. «Guardi, ho chiesto ai direttori di tutti i nostri hotel, eravamo in riunione poco fa, e lo confermo: non abbiamo ancora alcuna prenotazione legata all’evento. Solo un gruppetto di amici italiani per un weekend di giugno e qualche richiesta rimasta sul vago», aggiunge l’amministratore delegato di un’altra catena – otto alberghi a Milano -, che preferisce non essere citato: «Questa immobilità per me non è normale. Soprattutto per i clienti “business”: per il design, la moda, le moto, si muovono con largo preavviso. Ora no. E in questo caso dovrebbero dormire in città non migliaia, ma milioni di persone».