Pollicinor

Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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30/07
2010

Una delle scene più famose di Matrix, reinterpretata coi Lego





Il cappellino e il crocefissone di Benedetto XVI fanno molto rapper

Il cappellino e il crocefissone di Benedetto XVI fanno molto rapper



“Per tutto l’anno, finite le lezioni, due volte la settimana, Giulia si fa cinquanta chilometri per frequentare la scuola di ballo più famosa d’Italia. E dopo due ore alla sbarra e cinquanta chilometri di ritorno, è di nuovo a casa a fare i compiti. È brava, in classe e nella danza. Non ha tempo per playstation, Xbox, non si stordisce davanti alla tv. La vedi in giardino alla prima chiazza di sole esercitarsi nei passi e nelle ruote: su una mano, su due mani, di lato. Se riuscirà a continuare sarà ammessa alla frequenza quotidiana: vorrà dire la scuola, poi cinquanta chilometri, la lezione alla Scala, altri cinquanta chilometri, i compiti e così via, salvo i giorni delle prove per gli spettacoli, quando sarà impegnata fino a sera. Per anni e anni, ogni anno nel timore di non passare: pena l’esclusione dalla scuola di danza. Già da ora qualche amica comincia a non capire. Si domanda il perché di tanto impegno, tanto stress, tanta fatica. Si chiede perché Giulia si diverta ad andare avanti e indietro rinunciando a molte cose divertenti, quando basta apparire in una trasmissione tv o ancheggiare un po’ per raggiungere lo stesso obiettivo: uscire dalla mischia, avere un posto in prima fila. Si spendono milioni di euro in tv per valorizzare pupe, veline e anche velone. E si sbeffeggia più o meno involontariamente chi ha scelto un impegno, chi fa coscienziosamente il proprio lavoro. «Pagano ancora il sacrificio, lo studio, la fatica in questo Paese?», è la domanda che Giulia invia nel pozzo delle mail, cercando una non scontata risposta.” Dall’articolo “La lotta delle formiche” di Giangiacomo Schiavi


29/07
2010

Elio e le storie tese intonano La calunnia è un venticello





Giovane donna che siedi da giorni dietro un banchetto con la scritta “STALKING” nella Stazione di Reggio Emilia, sarai riuscita a parlare almeno con una persona? Era uno stalker?

Giovane donna che siedi da giorni dietro un banchetto con la scritta “STALKING” nella Stazione di Reggio Emilia, sarai riuscita a parlare almeno con una persona? Era uno stalker?



“È più forte di me, quando leggo “bevanda anti-sbronza” mi sale la carogna. Penso a frotte di gggiovani barcollanti e il solo illuderli di aver trovato la pozione magica che vince l’instabilità mi annebbia la vista. Gli integratori alimentari crescono come funghi, ti attirano con slogan ammiccanti tipo “mantiene svegli dopo l’eccesso di alcol”, o quell’altro: ”previene i postumi della sbornia”, prima di deviare le aspettative in corner con puntualizzazioni lapalissiane: “la consumazione non permette la guida in stato di ebrezza”. Epperò. Io sono all’antica, diffido a prescindere di certi miscugli. Nessuna prescrizione medica, nessuna reale garanzia, studi scientifici che dovrebbero esserci ma latitano e il forte sospetto che prodotti realmente efficaci siano nascosti tra molti di dubbia validità.” Dall’articolo “L’unica vera bevanda anti-sbronza è l’acqua” di Alessandro Morichetti



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