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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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26/07
2010




Indicativamente, ciò che mi capita spesso in Metropolitana quando vado a Milano

Indicativamente, ciò che mi capita spesso in Metropolitana quando vado a Milano



“Le pagine viste (PV) dei Social Networks (SNS) hanno rappresentato il 50,1 % del totale delle pagine viste, contro un 49,9 delle web applications e servizi. Contemporaneamente si è anche assistito ad una riduzione del 8,8% per quanto riguarda le pagine viste sui siti professionali d’informazione. A questi dati, occorre aggiungere la considerazione che un’altra tendenza appare ormai consolidata: di fatto gli utenti internet cinesi preferiscano utilizzare molto più a lungo siti Video o Social networks, piuttosto che leggere news o cercare informazioni. Appare quindi evidente che la “tendenza” 2.0 sembra essersi trasformata in un riferimento globale e abbia già contagiato gli oltre 450 Milioni di utenti internet cinesi, offrendo così uno spaccato dell’internet che sarà. Una galoppata che non sembra arrestarsi, tanto che a fine 2010 gli utenti internet cinesi raggiungeranno il 35% dell’intera popolazione (469 milioni) e si stima che già dal 2013 saranno addirittura 713 milioni, rappresentando il 52,7% della popolazione!” Dall’articolo “Storico: In Cina il Web 2.0 batte Web 1.0: 50,7 a 49,3%!!” di Alberto Fattori


25/07
2010

Aleandro Baldi vince a Sanremo con Passerà nel 1994 e poi sparisce nel nulla, per colpa di Andrea Bocelli





Il cestino del pellegrino alla Sindone è stato curato da Ferrero

Il cestino del pellegrino alla Sindone è stato curato da Ferrero



“La massa degli utenti aveva la pratica di limitare la spesa telefonica limitando il numero delle chiamate e la loro durata, per questo gli operatori hanno scelto una tarifazione dei dati analoga, rafforzando in un circolo vizioso la tendenza. Il passaggio al controllo della spesa limitando la quantità di byte trasferiti non è ovvio per la massa, in quanto questa non ha modo ovvio di misurare i dati con la propria esperienza. La massa non sa che un video pesa molti ordini di grandezza in più di un tweet. Però il principale driver di costo delle reti dati è proprio il volume trasferito nei momenti di picco, mentre il tempo è assolutamente ininfluente. Cio’ si presta a tariffe senza limiti di tempo che vanno molto bene per la stragrande maggioranza degli utenti ma vengono sfruttate dalle persone con più competenze per mangiare moltissime risorse in più, andando ad intasare il mezzo condiviso (la parte wireless).” Dall’articolo “Zero bill shock: Breve riflessione sui nuovi paradigmi di offerta per Internet wireless” di Stefano Quintarelli