30/04
2009
2009
Qualunque sia la fine di un telefonino, il vero problema è che non sarà facile distruggerlo e soprattutto riciclarlo. Lo dimostra un’inchiesta di Altroconsumo pubblicata nel numero di maggio che ha preso in esame 19 apparecchi tra le marche più diffuse (9 monoblocco e 10 a scorrimento) e ne ha verificato l’impatto ambientale: il risultato è che oltre la metà non sono riciclabili e quindi ecocompatibili. L’inchiesta, precisa l’associazione di consumatori, intende valutare la compatibilità ambientale delle diverse fasi del ciclo di vita del telefonino, dalla produzione, imballaggio, accessori, consumi e smaltimento, limitandosi a fotografare il fenomeno senza voler dare valutazioni sui prodotti, di cui non indica nemmeno il prezzo. “Il rischio ecologico è fondato”, scrive Altroconsumo spiegando con alcune cifre l’entità del pericolo: “per costruire 100 grammi di telefonino occorrono 30 chilogrammi di materiali, molti dei quali tossici e dannosi per l’ambiente”. Ancora più imponente il mercato della telefonia mobile che produce esemplari a getto continuo: “Solo in Italia si vendono 17 milioni di cellulari all’anno, apparecchi dalla vita brevissima: mediamente 18 mesi”.
Dall’articolo “Cellulari poco ecologici così difficili da smaltire” di Rita Celi