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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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24/06
2009
“Io dopo tanti anni ancora non ho imparato qual è, la telecamera in onda, e quando comincio a parlare perdo contatto con il mio corpo e potrei appoggiarmi alla spalla del mio vicino senza accorgermene (quella del giornalista del Corriere Massimo Mucchetti, nel caso specifico). E poi le mani? Dove le metti? Dicono sempre “non stare con le braccia incrociate, che fa respingente”, ma con le mani in grembo mi sento una vecchia zia nella sala d’aspetto del dottore, e di gesticolare non sono tanto capace. Forse i fogli aiutano, in questo, ma rischi anche di fare la figura di quello che si è scritto l’intervento. A pensarci, mentre mi dimeno sulla elegante sedia dell’Infedele, forse gli occhiali di Rutelli servono a quello: a passare - mettendoli e togliendoli - dalla modalità state-a-sentire-questa alla modalità e-adesso-ve-lo-spiego-io. La prossima volta me li porto: gli occhiali, e gli appunti.” Dall’articolo “Che faccia faccio” di Luca Sofri



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