19/10
2007
2007
«Ho gli occhi puntati addosso, non posso parlare, dobbiamo sentirci domani». Elisabetta Pellegrini, sindacalista interna dell’Ikea di Roma, sembra un personaggio del film «Bread and Roses» di Ken Loach. Eppure no, la vita non è un film. E ancora oggi, nel 2007, c’è un gruppo di donne che vorrebbe solo servire bene i clienti dell’azienda in cui lavora, essere mamma con dignità e tornare a casa la sera dalla famiglia con un sorriso. Ma non ci riesce. «Ikea controlla i miei spostamenti e posso stare sicura che tutto ciò che dico dopo dieci minuti è già a conoscenza dell’ufficio personale», lamenta Pellegrini, una delle sette donne «purtroppo per loro» che compone il sindacato interno.
Dall’articolo “L’Ikea scopre le sue pasionarie” di Francesco Rigatelli