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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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23/08
2009
“Adriana F., ricercatrice bergamasca di 28 anni, lavora in un ospedale di Brescia e si occupa di neuroscienze. Una borsa di ricerca, rinnovata anno dopo anno, che le consente di portare a casa poco più di 800 euro al mese che, soprattutto nelle ricche province del nord, non permettono di vivere. Di conseguenza, ha portato il suo curriculum ad una palestra a poche centinaia di metri dalla struttura sanitaria. Così, oggi, di giorno continua il suo lavoro nell’ospedale, “di sera faccio l’istruttrice di spinning”. “La cosa che fa più riflettere - dichiara Arianna con un po’ di amarezza - è che guadagnerei di più in palestra a tempo pieno che con l’attività per la quale ho studiato. E pensare che dopo la laurea ho anche preso il dottorato di ricerca”.” Dall’articolo “Pochi soldi, due lavori Cavarsela in tempi di crisi” di Paolo Ribichini



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