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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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31/08
2009
“In un piccolo edificio colorato di Assago alcune persone in fila aspettano, pazientemente, il loro turno. Con bottiglie di plastica o di vetro sotto il braccio, nelle buste e nei carrellini. Attendono i loro 12 litri di acqua fresca. Liscia o frizzante. Soprattutto, gratuita. Nella provincia di Milano e in alcuni Comuni limitrofi sono state costruite ventidue “Case dell’acqua” in due anni. L’evoluzione delle vecchie “fontanelle” di paese. Un successo immediato: a Cesano Boscone, un Comune a poche centinaia di metri dal confine del capoluogo lombardo, ogni giorno vengono erogati 5400 litri (il dettaglio dei consumi). Diventa inutile utilizzare nuove bottiglie di plastica: secondo una stima dell’Università di Pisa la produzione di un recipiente da 1,5 litri in pet equivale all’emissione di 82 grammi di anidride carbonica. Senza conteggiare la CO2 risparmiata durante i trasporti.” Dall’articolo “Liscia o frizzante? Il business dell’acqua pubblica e gratuita” di Luca Dello Iacovo



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