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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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18/09
2009
“Ogni giornale fa le scelte che crede e non ha senso contestare ideologicamente al Corriere di criptare i suoi contenuti sull’on line nella speranza di vendere più copie. I quotidiani del gruppo Class, tra l’altro, lo fanno da anni, e così diverse testate straniere. Quindi la questione va affrontata in modo molto pragmatico: “paga” questa politica per un editore? Serve, all’ultima riga del bilancio, non pubblicare le proprie notizie sul sito per convincere la gente ad andare in edicola (o, in futuro, a cliccare un tastino tipo Paypal per leggere)? Ovviamente al momento nessuno può dirlo con certezza: si va per tentativi. La prima impressione, tuttavia, è che il Corriere si stia dando degli autobuchi: due ore dopo la pubblicazione sul cartaceo, i verbali di Tarantini erano su metà della Rete italiana tranne che sul sito del Corriere. Quindi, se parliamo di pagine viste e di contatti al sito, non è stato probabilmente un affarone.” Dall’articolo “Criptare Marina B. (ovvero: come può uno scoglio)” di Alessandro Gilioli



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