Pollicinor

Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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16/12
2007
“La triste verità è che nel secondo atto della sua vita Diana aveva bisogno di un uomo, un uomo che molto probabilmente non esisteva. Aveva bisogno di un uomo che la proteggesse, molto ricco e molto competente, con un jet privato e un’agenda piena di impegni a livello mondiale. Un uomo abbastanza sicuro del proprio “io” da non sentirsi minacciato, con una pazienza inesauribile nei confronti di una superstar sempre sotto pressione e capace di rimanere discretamente nell’ombra e di non lasciarsi turbare da una vita resa esasperante per la costante presenza della stampa. In poche parole un uomo che fosse totalmente diverso da Dodi Al Fayed. Jackie Onassis aveva trovato un uomo simile nel terzo atto della sua vita: il suo ultimo amante, l’uomo d’affari Maurice Tempelsman. Ma Jaqueline era sempre stata pragmatica. Il difetto di Diana, ma anche il suo fascino, era di essere un’inguaribile romantica. Si innamorava sempre del tipo sbagliato.” Dall’articolo “Chi sarebbe Lady D se fosse ancora viva” di Tina Brown



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