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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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25/10
2009
“Più di 10mila italiani (un dato empirico fornito dalle associazioni di allevatori e coltivatori che sostengono l’esperimento) posseggono una mucca, una capra, un asino, un maiale e perfino una o più galline senza avere neppure un metro di terreno né un pollaio o una stalle nel cortile. È l’adozione a distanza degli animali da fattoria, che in alcuni casi sta aiutando interi settori - come l’allevamento allo stato semi-libero di pecore e capre - a sopravvivere a forme più redditizie e razionali. Per tutti rappresenta un modo di tornare alla natura, la sensazione, magari illusoria, di aiutare da lontano un altro essere vivente che in cambio fornisce latte, uova e perfino lana ancora da cardare.” Dall’articolo “Mucche e polli adottati in cambio di latte e uova” di Vera Schiavazzi



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