26/12
2007
2007
Il gruppo Mondadori (1 miliardo 750 milioni di euro di ricavi) è entrato con allegria nella sua fase imperiale: in senso buono, diciamo augusteo. Se guardiamo a una sola provincia, il mercato dei libri, il gruppo di Segrate domina con una quota del 28,1 per cento. Il primo inseguitore, Rcs Mediagroup (Rizzoli, Bompiani eccetera), ha meno della metà della quota (12,4). Terzo il Gruppo editoriale Mauri Spagnol (Longanesi e compagnia) all’8,4. E tutti gli altri a seguire, sbriciolati come i partitini del nostro Parlamento. Domanda: il felice dominio augusteo è definitivo? O Mondadori è attaccabile? E, se sì, chi ci sta provando? Prima di rispondere, un fatto, confermato dall’ultima Fiera di Francoforte: in Italia sono molti i non lettori, ma chi legge sostiene una domanda vivace, anche di qualità. Gli editori italiani sono tra i più veloci e bravi a tradurre dalle altre lingue, e quanto ad aggressività iniziano a dar lezione agli stessi americani.
Dall’articolo “Assalto al bestseller” di Enrico Arosio e Antonella Fiori