Il mondo «non profit» non è più solo un insieme dimilitanti volontari, di encomiabili idealisti votati alla causa ma privi di competenze gestionali. Soprattutto le grandi organizzazioni internazionali (da 30 a 70 dipendenti in Italia) sono alla caccia di manager, anche (e spesso preferibilmente) provenienti dalle aziende profit. Con fame particolare di due figure chiave non facilmente reperibili sul mercato: il direttore generale e il responsabile del fund raising. «Abbiamo condotto un’analisi su oltre 50 organizzazioni non profit attive in Italia e abbiamo verificato l’esistenza di una domanda fortemente in crescita rispetto a pochi anni fa», spiega Antonella Severino, partner di Mcs, società di ricerca e selezione attiva nel middle management. E la novità è proprio che per reperire quelle professionalità il non profit comincia a rivolgersi ai cacciatori di teste, mentre prima faceva tutto con il passaparola all’interno di un mondo ristretto e autoreferenziale.