21/11
2009
2009
Don Pietro, l’abate di Montecassino, non parla ma prima di entrare nel cancello del monastero ieri alle 20 ammette che “quest’uomo sta compiendo un delicatissimo iter da cui nascerà un persona nuova”. Marrazzo è ospite in una delle venti stanze dell’ala clausura del monastero, un’ala protetta da un portone enorme, dove nemmeno le cuoche e le donne delle pulizie possono entrare. La sua giornata comincia alle 5: preghiere, colazione e poi nei campi a lavorare la terra. Pranzo, ancora preghiera e lunghe passeggiate chiacchierando con don Pietro che dice “le nostre parole vanno persino oltre il segreto confessionale” quasi a sottolineare la protezione continua che non gli nega. Per Marrazzo niente televisione, niente giornali, lontano dalla caotica quotidianità, senza stimoli esterni che possano turbarlo e interrompere la precaria serenità di cui giorno per giorno cerca di appropriarsi.
Dall’articolo “Marrazzo da Montecassino ‘Distrutto tutto il mio mondo’” di Anna Maria Liguori