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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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20/02
2008
“È Pierfrancesco Attanasio a rivelare che la nuova classe dirigente italiana considera superfluo l’aggiornamento professionale. E chiarisce che siamo in piena tendenza al peggioramento. I dati globali: nel 2000 soltanto un occupato su quattro leggeva un libro l’anno per ragioni di lavoro, un dirigente o libero professionista o imprenditore su due e, addirittura, un ragazzo in cerca d’occupazione su dieci. Includendo quest’ultimo sconcertante dato, il nuovo millennio si apriva con soltanto sei milioni fra gli appartenenti alla popolazione attiva — impiegati e in attesa di impiego — che leggevano per aggiornarsi. Nel 2006 il loro numero è ulteriormente sceso. In cinque anni l’Italia si è ritrovata con un milione di lavoratori informati in meno: cinque milioni in tutto su 25 milioni e quattrocentomila occupati o in cerca d’occupazione.” Dall’articolo “La classe dirigente non legge più” di Cinzia Fiorti



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