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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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29/02
2008
“Scapagnini si ritrova così davanti a un tunnel nel quale entra per un mese di seguito, mezz’ora a seduta: «Un tempo infinito. Dopo una vita a cento all’ora, mi fermo per più di dieci ore dentro un tubo. Immobile, solo, lo sguardo bloccato sulla calotta lucida che diventa uno schermo in cui rivedo il film della mia esistenza. La memoria mi restituisce immagini nitide. Le facce delle persone amate. Poi aspirazioni, successi, dolori. Un’occasione per relativizzare. Senza mai deprimermi perché, oltre alla fede, mi portavo dentro le energie positive di centinaia di amici che chiamavano spronandomi. Com’è poi accaduto al ritorno, a Catania, dove ho ritrovato pure avversari politici, persone con cui ci si scontra giorno dopo giorno, che arrivano e tifano per te, contro il male, per la vita. Stupendo. Distingui minuzie e grandezze del nostro mondo».” Dall’articolo “L’«immortale» sindaco Scapagnini: «Così ho battuto il cancro»” di Felice Cavallaro



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