18/12
2009
2009
Una furia come Garibaldi, piace ancora. La saggia pinguedine piemontese di Cavour pare invece démodé. E il suo pensiero autenticamente liberale non stuzzica né la destra né la sinistra, né tantomeno la Lega, lievemente prevenuta verso l’unità di Padania e Meridione. «Cavour è dimenticato dallo stato», dice Nerio Nesi, presidente dell’Associazione amici di Cavour e vicepresidente delegato della Fondazione eponima, che hanno sede a Torino. «E’ una rimozione in atto da tempo, e lo dimostra il fatto che vie e piazze a lui dedicate sono molte meno di quelle che ha Garibaldi. Garibaldi è più facile, più popolare. Litigavo sempre con Craxi su questo. Ma il vero padre della patria è Cavour. E quasi tutti se lo sono dimenticati».
Dall’articolo “Cavour chi? L’Italia lo dimentica” di Bruno Ventavoli