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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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21/12
2009
“Ancora una volta la Svezia sconfigge l’Italia su due terreni in cui noi storicamente interpretavamo il ruolo da protagonisti: Ikea per l’arredamento e l’interior design e ora H&M sull’abbigliamento.
In meno di dieci anni la catena svedese ha inaugurato ben 64 punti vendita nel nostro paese. Solo questa settimana H&M aprirà quattro punti vendita all’interno di grossi centri commerciali del nord italia.
Sarebbe riduttivo imputare il successo di H&M (come quello di Ikea) solo ai prezzi contenuti. Le carte vincenti invero sono il modello di business e l’approccio con il cliente. Pochissimi intermediari, una supply chain ridotto all’osso e monitorata costantemente, zero sprechi, acquisti in grande quantità e pieno sfruttamento delle economie di scala. E poi una reinterpretazione del fashion system e dei suoi miti che vengono resi accessibili a tutti, non solo nei prezzi, ma nella loro “narrazione”: offerta diversificata, per occasione e tipologia di target, e distribuita nei negozi in modo semplice e leggero, aiutata anche da un personale gentile e mai invadente.”
Dall’articolo “Le ragione del trionfo delle due lettere (H&M) che hanno trasformato la moda in lusso democratico” di Michele Boroni



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