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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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22/04
2008
“Se il leader del Pdl Berlusconi ha confessato commosso di aver sempre sentito sua mamma Rosa almeno due volte al giorno, Vittorio e Rina — di cognome fanno Sgarbi — tengono la stessa media dei Capello. La chiamata, però, arriva alle ore piccole: «Di solito telefono di notte, l’unico momento in cui posso stare tranquillo — dice l’assessore alla Cultura di Milano —. Ora, vista l’età, cerco di anticipare, ma quando mi capita di svegliarla è felicissima». Dopo i saluti, poche ciance tra i due: «La metto subito al lavoro, per esempio dettandole articoli che devo scrivere. È un rapporto di puro cameratismo, il nostro. È una delle cose belle dei genitori, li puoi costringere a diventare tuoi contemporanei: una forma di affetto che giova molto alla loro salute».” Dall’articolo “Fabio Capello e i «mammoni» telefonici” di Fabio Cutri



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