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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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23/07
2008
“La vetrina di un negozio per culturisti e palestrati in via Mazzini, pieno centro di Torino. Vasi giganti di creatina a 39 euro, slogan psichedelici e promesse assolute (“Vai oltre i tuoi limiti!”), fotografie di uomini e donne forse gonfiati col compressore, interi scaffali di pillole e pomate. “Vitamin store”: ma saranno solo vitamine? Cosa c’è dentro quegli intrugli? “Comprare doping è la cosa più facile del mondo” spiega il professor Mauro Salizzoni, illustre chirurgo del fegato e già responsabile antidoping della Federciclismo. “Se si vuole l’Epo, basta pagare: in Italia, oppure a Lugano. Il problema è legale e sociale al tempo stesso: una cultura malata propone modelli assurdi che gli sportivi senza cervello seguono meccanicamente. Non sapendo, forse, che l’ormone della crescita fa scoppiare cuore e fegato e che l’Epo porta alla trombosi. Almeno venticinque atleti, in Italia, sono già morti così”.” Dall’articolo “I dopati della domenica Il popolo degli sportivi truccati” di Maurizio Crosetti



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