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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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10/03
2010
“I Gentiluomini non si sa che fanno, né si sa come ci si diventa. Svolgono mansioni inesistenti — diciamo: nominali— o che esistono pochissimo, del tipo «partecipano a». Ma stanno là pieni di dignità, nelle anticamere, nelle cerimonie e nelle udienze papali, a memoria di funzioni e titoli della Corte di un tempo. Eccoli per esempio ben allineati, in numero di otto, nel Cortile di San Damaso, a «porgere il benvenuto» agli ospiti delle visite ufficiali, poniamo il presidente Obama o la Regina Elisabetta. Il Prefetto della Casa Pontificia, che è un arcivescovo, presenta con gesto deferente all’ospite i Gentiluomini a uno a uno, belli lustri nei loro frac e gilet a doppio petto con sei bottoni, sparato bianco e cravatta a fiocco, collare d’oro. Li presenta per nome come fossero personaggi importanti e l’ospite — vagamente intimorito — stringe loro la mano con ogni deferenza, senza riuscire a farsi alcuna idea di chi siano quelle facce e quei nomi onninamente sconosciuti.” Dall’articolo “I Gentiluomini del Papa, lustrini e croci come a corte” di Luigi Accattoli



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