26/09
2008
2008
Durante l’assemblea dalla platea ogni tanto si leva un grido, è qualcuno che chiede chiarimenti alla tribuna: «E i riposi?» «E le basi?» «E il salario?» Tomaselli spiega, puntualizza, e tutti si infuriano quando chiarisce che si passerà tutti al contratto Air One. I giorni di riposo garantiti? Fischi e sberleffi. E si avverte salire una vera onda di rabbia quando la gente capisce che all’aeroporto dovrà andare con i mezzi propri o pubblici, e non più col pulmino o la macchina aziendale. «Non c’è parcheggio», urla una hostess, mentre un’altra, che tiene levato il telefonino a mo’ di microfono per far sentire quel che succede a una collega, ci chiarisce: «È che venire in macchina da Roma costa un botto di soldi, ed è faticoso».
Dall’articolo “Ci hanno fregati, dovevamo decidere di bloccare l’Italia” di Roberto Giovannini