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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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19/11
2008
“Gigi D’Alessio, che ha appena pubblicato l’album “Questo sono io”, ricorda quando - dal 1992 ai primi mesi del 1997 - ha vissuto cantando alle feste di matrimonio di decine di camorristi. «Non sono pentito. Se a Napoli fai il cantante, e cominci a essere un po’ conosciuto, è inevitabile finire in quel giro. Poi, un conto è fare il proprio lavoro, un altro è essere colluso. Guardi che a certi banchetti ho incontrato anche colleghi come Renato Carosone o Riccardo Cocciante. Tutte le foto in cui mi si vede con qualche boss - ha dichiarato il cantante sulle pagine del settimanale Vanity Fair in edicola mercoledì - sono state scattate durante quelle feste».” Dall’articolo “D’Alessio: «Cantavo per i camorristi»” su Corriere.it



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