Pollicinor

Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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21/11
2008
“Lettere e cartoline. Raccomandate online e libretti di risparmio. Firme elettroniche e pacchi. Telefoni cellulari e bollettini da pagare. Soldi da versare e da spedire. Tecnologie avanzate e servizi su misura. Saloni bicolori. Libri, dischi, matite, scotch e pennarelli. Manuali di cucina e premi Campiello. Macchine tuttofare, umani pensanti e (molto spesso) pure sorridenti. Tradizione e futuro. Croce e delizia del popolo italiano, esempio da imitare per tutti gli altri. Si chiamano Poste Italiane e stanno rivoluzionando la nostra vita. Con successo. Quasi. Prima di tutto, i numeri: sei anni consecutivi di bilanci con ricavi sempre in crescita, che significa 17,2 miliardi di euro incassati nel 2007 (erano 17,1 nel 2006) e un utile netto di 704,4 milioni di euro della capogruppo (più 45,7 per cento rispetto al 2006); un milione e mezzo di clienti al giorno negli uffici; ventitré milioni di invii postali quotidiani; sette milioni di operazioni su Internet all’anno.” Dall’articolo “Poste, la rivoluzione Sfidano anche le banche” su Corriere.it



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