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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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27/11
2008
“Una mattina di due anni fa incontrammo alla stazione ferroviaria di Bergamo Carlo Pesenti. “Ingegnere, anche lei diretto a Milano?”, chiedemmo un po’ sorpresi di vedere il consigliere delegato dell’Italcementi – che poteva disporre di auto di servizio e autista – in attesa degli scalcinati treni Fs. “Sì – ci rispose – il treno dà più garanzie. Non si rischia di rimanere bloccati in autostrada. Anche se in ritardo, arriva”. “Quello è vero – riprendemmo – certo, ci vorrebbero anche carrozze di prima classe, con tutti i comfort…”. “No, non è tanto quello – ci interruppe l’ingegner Pesenti – basterebbero un po’ più di puntualità e di pulizia e treni più frequenti e veloci”. Poi ci chiese: “Ma ora che il raddoppio della Bergamo-Treviglio e il quadruplicamento della Milano-Treviglio sono stati realizzati, non si dovrebbero avere più corse tra Milano e Bergamo e convogli più rapidi?”. “Sì – rispondemmo – probabilmente con il nuovo orario ferroviario”. Il treno diretto a Milano si avvicinava lentamente alla stazione e Pesenti, nel salutarci, si accomodò nel vagone di testa, in seconda classe. Non lontano da lui, nella stessa carrozza, viaggiava anche l’amministratore delegato dell’allora Bpu (oggi Ubi Banca) Giampiero Auletta Armenise. Dunque, due supermanager che, nonostante tutti i limiti del servizio, optavano per il trasporto pubblico su ferro, a scapito della bolgia infernale della A4, allora ancora a tre corsie. E che probabilmente confidavano in un miglioramento del servizio ferroviario grazie ai nuovi binari. Purtroppo, però, a distanza di due anni, se dovessimo incontrare ancora Carlo Pesenti, dovremmo dirgli: “Caro ingegnere, da tempo sono stati ultimati quadruplicamento e raddoppio, tuttavia non solo si viaggia esattamente come prima, ma con il nuovo orario ferroviario invernale 2008-2009 che sta per essere partorito, con tutta probabilità aumenteranno i tempi di percorrenza dei treni tra la Bergamasca e Milano e saranno anche soppresse alcune corse”.” Dall’articolo “Pesenti e quel treno per Milano” di Pierluigi Saurgnani



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