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Appunti disordinati di Giuseppe Mazza (quello di .commEurope)

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18/12
2008
“Gli studi di Mtv Arabia, a Dubai, incarnano perfettamente questo modello: nei corridoi ragazze in canottiera chiacchierano con coetanee in fuseaux, maglietta larga e velo scuro in testa. Più coperte, ma non meno attente alla moda. Nell’equilibrio fra i mondi che queste ragazze rappresentano si gioca tutta la sfida di Mtv Arabia: “Lo abbiamo promesso all’inizio: niente sesso, niente volgarità. E manteniamo la linea - insiste Al Marzouqi - i video esplicitamente sexy, come quelli della star libanese Haifa Wehbe, da noi non passano. Se nella canzone ci sono passaggi volgari, parte il “biip”. O non va in onda. C’è un comitato che esamina tutto. Non mi piace chiamarla censura: ma sappiamo dove siamo. Forziamo le barriere ma non vogliamo travolgerle”. La linea è sottile: se Haifa resta fuori dalle programmazioni, milioni di ragazzi e ragazze dal Libano all’Arabia Saudita possono vedere le americane Pussycat Dolls ballare in pantaloni attillati e reggiseni di lattice o Craig David mettere in mostra i muscoli nei suoi video. Ma durante il Ramadan dagli schermi è scomparsa la musica, in segno di rispetto per il mese sacro dell’Islam. Una decisione senza precedenti per Mtv e che dice molto degli sforzi di al Marzouqi e dei suoi per conquistarsi un’identità propria.” Dall’articolo “Pop made in Usa, no video sexy la scommessa della Mtv di Dubai” di Francesca Caferri



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