25/07
2010
2010
La massa degli utenti aveva la pratica di limitare la spesa telefonica limitando il numero delle chiamate e la loro durata, per questo gli operatori hanno scelto una tarifazione dei dati analoga, rafforzando in un circolo vizioso la tendenza. Il passaggio al controllo della spesa limitando la quantità di byte trasferiti non è ovvio per la massa, in quanto questa non ha modo ovvio di misurare i dati con la propria esperienza. La massa non sa che un video pesa molti ordini di grandezza in più di un tweet. Però il principale driver di costo delle reti dati è proprio il volume trasferito nei momenti di picco, mentre il tempo è assolutamente ininfluente. Cio’ si presta a tariffe senza limiti di tempo che vanno molto bene per la stragrande maggioranza degli utenti ma vengono sfruttate dalle persone con più competenze per mangiare moltissime risorse in più, andando ad intasare il mezzo condiviso (la parte wireless).
Dall’articolo “Zero bill shock: Breve riflessione sui nuovi paradigmi di offerta per Internet wireless” di Stefano Quintarelli